L'opera, realizzata con Blender, è stata ideata e progettata per la mostra "Flesh Art Attack", organzita dall'artista e docente all'accademia di belle arti di Roma, Chiara Passa, sfruttando la tecnologia A/R, ovvero, la realtà aumentata.
L'opera vuole dare importanza al nostro mezzo più espressivo dopo il volto: le mani (rappresentate simbolicamente con una sola mano), con le quali possiamo creare oppure distruggere ciò che ci circonda. Carnefici e/o benefattrici, esse rimangono martiri delle nostre azioni, perché in un luogo come quello dell'ex Mattatoio di Roma, in cui un tempo non molto lontano la mano dell'uomo si è ricoperta di sangue, tendiamo però a dimenticarne le origini. Che sia per genuina ignoranza o per disinteresse, le azioni che esse hanno compiuto non si possono né cancellare né dimenticare: si possono occultare, ma non eliminare. Ed ecco che la tecnologia, in particolare l'AR, ci permette di vedere quello che i nostri occhi non riescono a percepire normalmente: la loro presenza, nascosta ma viva. L'opera invita anche all'interazione tra il nostro mondo e quello nascosto, in una sorta di comunicazione asincrona tra due realtà ormai lontane, ma che devono convivere nello stesso luogo, seppur con funzioni completamente opposte.
La mostra si basava nell'usare lo smartphone come portale tra il nostro mondo e quello invisibile, si dovevano n'inquadrare due codici QR. Il primo codice QR, dava accesso al software che permetteva di visualizzare in AR l'opera, il quale era stato realizzato dalla docente Passa tramite Unity. Il secondo codice QR, era quello dell'opera effettiva, la quale poi compariva dalla smartphone Era possibile visualizzare l'opera da remoto, su una postazione desktop, inquadrando il QR che permetterà l'accesso al servizio tramite browser.
In seguito, si doveva inquadradre il seguente QR per visualizzare l'opera: